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Voucher baby sitter anche per autonome e imprenditrici

07-12-2016

​La legge di stabilità per il 2016 ha previsto il riconoscimento dei voucher alternativi al congedo parentale - per l'acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati - anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, in via sperimentale per quest’anno.
Le madri lavoratrici autonome o imprenditrici, vale a dire le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, al termine del periodo di fruizione dell'indennità di maternità e nei 3 mesi successivi - o per un periodo massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino - possono richiedere per il 2016 questo contributo.
La domanda può essere presentata anche dalle mamme che abbiano usufruito in parte del congedo parentale.
Beneficiare del contributo per l'acquisto di servizi per l'infanzia in esame comporta la corrispondente riduzione del periodo di congedo parentale spettante alla lavoratrice di tanti mesi quante sono i mesi di beneficio richiesti.

L’importo

Il contributo è pari ad un importo massimo di 600 € euro mensili, per un periodo massimo di 3 mesi. La madre lavoratrice, infatti, potrebbe non richiedere il beneficio per l'intero periodo o scegliere di utilizzare in parte anche il periodo di congedo parentale che la legge le riconosce.
Come per le lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata, anche il contributo per il servizio di baby-sitting previsto per le autonome e le imprenditrici è erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consiste in un pagamento diretto Inps alla struttura prescelta dalla mamma. Nel caso di opzione per questo tipo di contributo, prima della compilazione della domanda on line per accedere al beneficio, le interessate sono tenute a verificare la disponibilità dei posti presso la rete pubblica dei servizi per l'infanzia o le strutture private accreditate.

La domanda

Per ottenere il beneficio, la madre lavoratrice deve presentare domanda tramite i canali telematici entro il 31 dicembre 2016, indicando quale delle due opzioni - contributo per il nido o voucher per il pagamento dei servizi di baby-sitting - intende richiedere e per quante mensilità, in alternativa al periodo di congedo parentale, con conseguente riduzione di quest'ultimo.
Una volta effettuata l'opzione non è più possibile variarla, salvo la presentazione di una nuova domanda entro il limite del 31 dicembre 2016, che comporta la revoca di quella precedentemente presentata.
Per poter procedere all'inoltro della richiesta, è necessario presentare la dichiarazione Isee.

 E dopo?

Una volta ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici Inps, la lavoratrice deve procedere al ritiro dei voucher entro i successivi 120 giorni (la mancata acquisizione entro tale termine si intende come rinuncia al beneficio), tramite gli stessi canali on line.

Esclusioni e limitazioni

Non possono presentare domanda per il contributo le madri lavoratrici che, per il figlio per il quale intendono richiederlo:

  1. risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati

  2. usufruiscono dei benefici del Fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità

Al momento l’Inps non ha ancora indicato una procedura per l’invio delle domande. L’Inas, tuttavia, ha predisposto un modello per l’invio gratuito della domanda, in attesa del rilascio di specifiche indicazioni. E’ possibile rivolgersi alla sede del patronato più vicina per ricevere assistenza al riguardo.

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