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Sicurezza sul lavoro: in aumento denunce di infortuni e malattie professionali

06-07-2017

L’Inail ha presentato ieri, a Roma, i dati relativi a infortuni e malattie professionali nel 2016.

Dal 2001 al 2015 il fenomeno infortunistico ha registrato una costante tendenza alla diminuzione, ma il 2016 mostra un’inversione di rotta, con una crescita dello 0,66% rispetto all’anno precedente, pari a circa 4.200 casi in più. Le denunce di infortunio sono state circa 642.000, poco più dell’85% sono avvenute in occasione di lavoro e il restante 15% nel tragitto casa – lavoro. Tuttavia, le morti registrano un deciso calo rispetto agli anni precedenti: ne sono state denunciate, come causate dal lavoro, 1.104; oltre 14 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente. A farsi male sono più spesso gli uomini, superati dalle donne solo quando si tratta di incidenti nel tragitto tra casa e azienda.

Gli infortuni hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità, confermando così l’alto costo della scarsa sicurezza sul lavoro, che ricade inevitabilmente sulla collettività.

Per quanto riguarda, invece, le malattie professionali, le denunce sono state circa 60.000, poco più di 1.300 in più rispetto all’anno precedente. Il 64% dei casi registrati dall’Inail riguarda malattie del sistema osteomuscolare, mentre poco più di 1.400 persone sono state colpite da una malattia asbesto-correlata, cioè causata dall’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro.

I lavoratori deceduti per patologie di origine professionale nel 2016 sono stati 1.297, di cui la maggior parte in età avanzata, a testimonianza della lunga latenza delle malattie in questione.

“Questo aspetto in particolare, unito ai dati sull’aumento di queste patologie - sottolinea il presidente dell’Inas Cisl, Domenico Pesenti – mette in evidenza la necessità di un sempre maggior impegno, auspicato anche dall’Inail, per quanto riguarda la prevenzione, la ricerca ed i controlli, unici strumenti che possono contribuire a ridurre concretamente i rischi per la salute dei lavoratori”.

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