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Amianto: riconosciuta rendita a fotografo

25-09-2017

Il fotografo per 18 anni ha svolto l’attività presso uno studio nell’hinterland di Vicenza, nel quale – è stato poi dimostrato – era presente l’amianto (crisotilo, nello specifico), utilizzato come isolante termico e nell’intonaco delle pareti.

Solo pochi giorni fa, l’Inail ha riconosciuto il nesso tra l’esposizione alla fibra killer e il tumore al polmone.

L’incubo per il lavoratore era iniziato già nel 2014, quando gli era stato diagnostico un nodulo al polmone.

Tre anni dopo, la malattia è evoluta in tumore che ha reso necessario l’intervento chirurgico; di qui, la richiesta all’Inail e il riconoscimento della prestazione economica vitalizia.

Nonostante dal 1992 sia vietata l’estrazione del minerale, la sua importazione, esportazione, commercializzazione e la produzione di manufatti in amianto, il nostro Paese (tra i maggiori produttori e utilizzatori di questa fibra fino alla fine degli anni ’80) paga, ad oggi, le conseguenze dei livelli di esposizione per l’uso intenso del materiale a partire dagli anni ’50.

Il rischio amianto è purtroppo ancora attuale e le patologie dovute all’esposizione ad asbesto rappresentano un grave problema per la salute pubblica.

Tra il 1965 e il 1995 sono state attribuite all'amianto 35.000 morti, un bilancio destinato a crescere, con un numero di decessi stimato, per i prossimi 20-25 anni, tra 60.000 e 100.000 unità.

 

(Foto disponibile su Flickr, di A. Meloney, su Licenza Creative Commons)

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