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Inas e Osservatorio per i diritti umani in Uruguay: insieme per fare democrazia

09-10-2017

Venerdì scorso, a Montevideo, i dirigenti dell’Inas Cisl - il vicepresidente Paolo Mezzio, il responsabile del dipartimento Internazionale, Gianluca Lodetti, e la Coordinatrice dell’Inas Uruguay, Filomena Narducci – hanno incontrato i rappresentanti dell’Osservatorio per i diritti umani dell’Uruguay, “Jorje Iturburu”, Raul Olivera, coordinatore esecutivo e Maria Fernanda Aguirre Maya, segretaria confederale per i diritti umani del Pit Cnt, il sindacato uruguayano che, insieme ad altre organizzazioni, ne ha promosso la costituzione.

L’Inas, fa parte dei membri associati dell’osservatorio, e in quanto tale, da sempre, attraverso la propria struttura uruguayana, ne promuove le attività.

L’osservatorio ha lo scopo di contribuire a far luce sui crimini perpetrati dalla dittatura che si instaurò in Uruguay dal 1973 al 1985, attraverso la tutela giudiziale dei parenti delle vittime del terrorismo di Stato, per ottenere la condanna di coloro che si macchiarono di crimini in quel periodo, un presupposto imprescindibile per il consolidamento della vita democratica del Paese.

Anche la Cisl, da sempre impegnata sul tema dei diritti umani, ha avuto un ruolo attivo di sostegno concreto ai dissidenti e agli esiliati in Italia, sin dai tempi della dittatura, così come in occasione dei vari processi per l’accertamento della verità sulle efferatezze commesse dalle giunte militari in quel periodo.

La necessità di raccontare anche nelle scuole le terribili vicende dei desaparecidos, affinché i giovani che non hanno vissuto quel periodo, possano prendere coscienza di quanto accaduto e la storia non si ripeta, è stata un altro degli argomenti affrontati durante l’incontro.

La riflessione ha affrontato, inoltre, le criticità presenti nei rispettivi Paesi, riguardo alla salvaguardia dei diritti umani: da un lato, si è discusso dell’omertà, in Uruguay, quando si affronta il tema della dittatura militare, dall’altra si è parlato della difficile situazione dei migranti che approdano sulle coste italiane, spesso richiedenti asilo politico, e delle condizioni nelle carceri del nostro Paese, che versano in un perenne stato di sovraffollamento.

L’Inas ha approfondito anche i temi relativi alla tutela offerta dal patronato sui diritti legati al lavoro e alle migrazioni.

I dirigenti dell’Inas e dell’Osservatorio, hanno concordato un’attività di promozione circa i rispettivi servizi.

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