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Infortuni sul lavoro e malattie professionali al femminile

08-03-2018

Le donne rappresentano il 51,4% della popolazione italiana e costituiscono il 48,8% della forza lavoro.

Tuttavia, per integrare a pieno le donne italiane nel mercato del lavoro c’è ancora molta strada da fare: in base ai dati Eurostat, infatti, l’Italia è agli ultimi posti nel confronto europeo, migliore solo della Grecia ma ben lontana dal 61,6% della media dei 28 paesi europei.

Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, nonostante una leggera diminuzione del dato generale nel 2017, quelli occorsi alle lavoratrici sono aumentati.

I 228.744 incidenti sul lavoro denunciati all’Inail che hanno visto coinvolte le donne sono stati pari a poco più di un terzo (36%) del totale (quasi 636mila), in leggero aumento rispetto al 2016 (121 casi in più). Anche gli infortuni mortali hanno registrato un lieve aumento, 102 casi nel 2017 contro i 97 del 2016.

Le lavoratrici, inoltre, risultano maggiormente coinvolte negli infortuni in itinere.

Rispetto al numero complessivo delle denunce, il numero degli infortuni avvenuti nel tragitto casa-lavoro e viceversa per le donne si conferma decisamente più elevato rispetto a quello per gli uomini.

Nel 2017, sono stati denunciati 49.670 casi, il 51% del totale; la maggior parte degli incidenti (34%) si è verificata nel Nord Italia e soprattutto in Lombardia.

Anche in merito agli infortuni domestici - in attesa dei dati Inail definitivi per il 2017 e sulla scorta di quanto avvenuto nel 2016 – si stima che la quasi totalità delle denunce interesserà le donne.

Con riferimento alla malattie professionali, le istanze di riconoscimento presentate dalle lavoratrici nel 2017 sono state quasi 15.878, pari al 27,3% delle circa 58.000 tecnopatie denunciate in totale.

I primi dati relativi al 2018, diffusi dall’Inail attraverso il canale Open Data, mostrano - per l’anno in corso -  un trend di crescita del fenomeno sia per i maschi che per le femmine.

Con riferimento a queste ultime, nel gennaio 2018, le domande di riconoscimento di malattia professionale hanno registrato un aumento del 13% (pari a 145 casi in più) se confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente.

A colpire i lavoratori, nel complesso, sono soprattutto le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, che hanno rappresentato il 61% delle denunce pervenute all’Inail nell’anno precedente.

Questo risultato nasconde, però, una differenza ben marcata tra uomini e donne: se le patologie citate rappresentano circa il 58% delle denunce maschili, la percentuale sale al 67% per le donne (secondo i dati Inail del 2017, non ancora definitivi).

Meno frequenti rispetto agli uomini, ma comunque diffusi, sono anche i tumori professionali, in particolare quello alla mammella che può colpire più di frequente le donne impiegate nei settori dell’acconciatura e della cosmesi, nell’industria chimica, alimentare e in quella cartaria nonché tra le addette al lavaggio e alla tintoria a secco. Anche il lavoro a rotazione, e in particolare quello notturno, possono contribuire all’insorgenza di neoplasie al seno a causa della prolungata esposizione alla luce artificiale che inibisce la produzione di melatonina e accelera lo sviluppo delle cellule tumorali.

 

 (Foto disponibile su Flickr, di giopuo, su Licenza Creative Commons)

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