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Toner e malattie professionali

03-04-2018

L’uso protratto di stampanti laser, fax e fotocopiatrici con il tempo può determinare l’insorgere di malattie professionali.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, infatti, ha riconosciuto il risarcimento del danno da lavoro agli eredi di un tecnico addetto alla manutenzione delle fotocopiatrici deceduto per leucemia mieloide cronica, causata dall’esposizione professionale alle polveri sottili contenute nel toner.

Nello svolgimento della mansione, infatti, il lavoratore era stato soggetto all’inalazione e al contatto con le sostanze chimiche nocive sprigionate durante il processo di stampa.

La polvere contenuta nel toner è, infatti, composta non solo da particelle di carbone, ossido di ferro e resina, ma anche da componenti cancerogeni come il benzene, la formaldeide, l’ossido di titanio e lo stirene.

Quest’ultimo, in piccole dosi, procura sintomi quali irritazioni delle mucose nasali e cefalea, ma se l’esposizione è costante e protratta nel tempo può provocare il cancro.

La circostanza desta ancor più sconcerto se si considera l’uso quotidiano che tante persone fanno – per lavoro e non – di apparati quali stampanti, fotocopiatrici ecc.

Per il decesso del lavoratore è stato condannato il datore di lavoro – non la ditta produttrice dei toner – in quanto ha omesso di adottare tutte le misure che potessero preservare la salute e la sicurezza nell’ambiente lavorativo.

 

(Foto disponbile su Flickr, di Asl Roma F, su Licenza Creative Commons)

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