News - Giovani e lavoro: i rischi per la salute

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27-04-2018

Giovani e lavoro: alta probabilità di infortuni

Chi ha tra i 18 e i 24 anni, entro il primo mese di impiego ha almeno il 50% di probabilità in più di subire un infortunio sul lavoro rispetto ai lavoratori più anziani e più esperti, secondo l’Agenzia europea sulla salute e la sicurezza sul lavoro (Eu-Osha). Per questo, la Giornata mondiale per salute e la sicurezza sul lavoro quest’anno è dedicata in particolare alle nuove generazioni.

Tra le cause di questa emergenza c’è la crisi economica: le assunzioni stabili si sono fatte più rare e i lavoratori più giovani - che di frequente hanno contratti precari -  vengono esclusi con più facilità dalla formazione professionale in materia di salute e sicurezza che, invece, è più spesso appannaggio di chi è assunto a tempo indeterminato. Se si aggiungono la scarsa familiarità con il lavoro e con l’ambiente circostante, l’assenza di consapevolezza dei rischi specifici di una mansione e, spesso, la negligenza dei datori di lavoro che non forniscono istruzioni e strumenti di salvaguardia adeguati, ecco che le cifre sugli infortuni tra gli under 30 diventano rilevanti. Nel 2017, le denunce per episodi di questo tipo sono state 117.183, pari al 18,6% del totale. I più colpiti sono i ragazzi tra i 25 e i 29 di età, con 48.223 denunce di incidenti.

Meno frequenti sono i casi mortali: lo scorso anno sono stati 109, verificatisi soprattutto in settori come quello delle costruzioni – che è il più colpito - l’agricoltura, i trasporti e l’industria manifatturiera.

Giovani e lavoro: i rischi di malattie professionali

I numeri sono più contenuti se si parla di malattie professionali, che emergono a seguito di un’esposizione prolungata a condizioni lavorative nocive protratte nel tempo.

In sostanza, i giovani “non fanno in tempo” a contrarre alcune patologie che restano a lungo sottotraccia, perché lavorano da meno tempo rispetto ai più grandi. I rischi, tuttavia, non mancano affatto: il forte impiego degli under 30 in settori come la ristorazione, i call center e l’edilizia li espone a numerosi potenziali danni per la salute.

Senza contare che sono i più giovani, generalmente, a svolgere i compiti fisicamente più pesanti, a velocità elevata e a ritmi incessanti, con turni di lavoro notturni o con orari irregolari.

Non mancano poi i rischi psicosociali, in particolare quelli legati allo stress lavoro correlato: precarietà dell'impiego, errata gestione dei processi lavorativi, inadeguata distribuzione del carico di lavoro, mancanza di autonomia decisionale, di gratificazioni e svolgimento di mansioni spesso non in linea con il titolo di studio o la qualifica professionale rappresentano fattori potenzialmente dannosi per la salute da non sottovalutare.

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