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Quando il lavoro è fonte di stress

15-05-2018

Una indagine condotta a livello europeo sulla qualità del benessere organizzativo sul luogo di lavoro, che ha interessato più di 10.000 lavoratori – di cui 1.300 italiani – ha evidenziato che, in Europa, 1 lavoratore su 5 è affetto da stress correlato all’attività svolta.

Tale dato ha subìto un aumento di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno. E ancora più preoccupante è il fatto che 3 su 10 (30%) dei dipendenti europei si sentano così stressati da pensare sia opportuno cercare un nuovo lavoro, una percentuale che sale al 37% tra le persone d'età inferiore 35 anni.

La nazione più stressata è la Polonia, dove oltre 1/4 dei lavoratori afferma di essere quotidianamente sottoposto a stress forzato, seguita dal 20% dei lavoratori francesi e britannici.

Gli italiani sono quelli più sicuri nel riconoscere nello stress la principale causa di assenteismo sul posto di lavoro.

In Italia, la fascia di età più colpita è quella tra i 45 e i 54 anni e i settori maggiormente a rischio sono quello dei servizi finanziari (19,5%), seguito da quello della vendita al dettaglio, catering e tempo libero (19,3%) e da quello commerciale, media e marketing (15,8%).

La regione che conta il maggior numero di lavoratori affetti da stress lavorativo è, secondo l’indagine, la Basilicata, con il 40%, seguono Valle d’Aosta e Piemonte.

Fanalino di coda il Molise, il Trentino e l’Abruzzo. 

Le malattie professionali correlate allo stress lavorativo costituiscono, tuttavia, un fenomeno complesso da "circoscrivere".

Secondo i dati forniti dall’Inail, tra il 2012 e il 2017, a livello nazionale, sono state circa 500 all’anno le domande di riconoscimento di malattie professionale da “disturbi psichici e comportamentali” (quali il disturbo da disadattamento cronico e il disturbo post-traumatico da stress) presentate all’istituto.

Si tratta, tuttavia, di un dato parziale: lo stress, infatti, non determina soltanto l’insorgenza di patologie psichiche ma può essere causa, o concausa, di disturbi fisici o psicosomatici, per lo più a genesi multifattoriale.

Per questa ragione si può affermare che i dati relativi alle malattie psichiche costituiscono soltanto una parte (residuale) del numero totale di malattie causate da stress correlato al lavoro che l'Inail indennizza.

Ad incidere, inoltre, sulla quantità dei riconoscimenti da parte dell’Inail, anche la difficile dimostrazione del nesso di causa tra patologia e contesto lavorativo avverso che, trattandosi di malattie non tabellate, è a carico del lavoratore.

 

(Foto disponibile su Flickr, di herval, su Licenza Creative Commons)

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