INAS - Istituto Nazionale Assistenza Sociale

La nostra storia

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Il patronato INAS nasce il 14 settembre 1949 ed il suo primo presidente è Giovanni Canini.

Il riconoscimento giuridico dei patronati era stato sancito due anni prima, nel 1947, con un Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato, che affidava a questi istituti privati di pubblica utilità, l’esercizio dell’assistenza e della tutela dei lavoratori in materia previdenziale.

Nei primi anni di attività, l’INAS opera, in particolare, per la tutela delle vittime di infortuni e malattie professionali, fornendo – soprattutto a chi non poteva permetterselo – un sostegno medico e legale, per ottenere un equo risarcimento.

L’8 marzo 1950, un decreto ministeriale approva la costituzione e lo statuto dell’INAS che, nel luglio dello stesso anno, diviene ufficialmente il patronato della Cisl.

Segue un decennio in cui l’INAS cura il proprio progressivo radicamento nel territorio, vero punto di forza dell'attività, non solo in Italia: nel 1953 arriva la delibera dell’istituto per l’apertura di uffici all’estero, mentre nel 1954 nasce il “servizio emigrazione” presso la sede nazionale .
Alla fine degli anni ’50, il patronato può vantare una presenza capillare in tutta Italia.

La formazione tecnica per gli operatori, continuativa ed omogenea anche a livello locale, è al centro delle iniziative dell’INAS negli anni ’60: la sistematicità con cui viene curata la preparazione di chi lavora al patronato fornisce un alto standard professionale nella conoscenza delle complicate norme previdenziali.

Con l’approvazione dello Statuto dei lavoratori, i compiti dell’istituto, negli anni ’70, si ampliano notevolmente, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, confermando le capacità dell'INAS di intercettare i bisogni del singolo ed assisterlo in tutto il suo percorso lavorativo.

La legge del 27 marzo 1980 sancisce definitivamente le caratteristiche dei patronati, definendoli come soggetti privati con personalità giuridica, con compiti di servizio di pubblica utilità.
La nuova norma conferma l’identità del patronato come parte integrante del movimento sindacale. Ne deriva lo sviluppo di un più ampio ruolo attivo dell’INAS come interlocutore delle istituzioni in merito alle grandi riforme sociali in campo previdenziale e sanitario.

Per rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze degli utenti, si avvia un’intensa collaborazione tra l’istituto e le categorie dei lavoratori della Cisl, in modo da coniugare la tutela individuale con quella collettiva.

Gli anni ’90 vedono l’INAS impegnato a fornire servizi adeguati ai nuovi bisogni che emergono dalla società, a partire dall’assistenza agli immigrati.
Proprio in questo periodo, nell'attività del patronato diviene centrale una vera e propria "cultura del bisogno", sulla quale improntare il servizio, che non può limitarsi a logiche di prodotto lontane dalla mission dell'istituto.

Nel 2001, la legge di riforma dei patronati (legge n. 152 del 30 marzo 2001) fissa ulteriori campi di azione, tenendo conto dei mutamenti dello Stato sociale e delle innovative esigenze di tutela che ne conseguono: oltre all’attività per accedere alle prestazioni legate alla sicurezza sociale, all’immigrazione e all’emigrazione, in Italia e all’estero, la norma prevede, tra gli altri, anche compiti di orientamento ai cittadini in merito ai servizi presenti sul territorio, secondo quanto previsto nell'ambito del segretariato sociale.


L’INAS intercetta così i nuovi bisogni dei cittadini, impegnandosi a rispondere alle esigenze che emergono ed emergeranno dalla società civile con l’efficienza e la professionalità che da sempre ne distinguono l’operato.
 


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