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La tutela per le lavoratrici domestiche

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20-09-2010

Le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari in caso di gravidanza hanno diritto al congedo di maternità ordinario ed a richiedere l’interdizione anticipata al servizio ispettivo del ministero del lavoro nel caso di gravi complicanze della gestazione.

Non sono riconosciuti, né il diritto al congedo parentale, né il diritto ai riposi giornalieri, né la possibilità di assentarsi dal lavoro in occasione delle malattie del figlio.

Il diritto all’indennità per il periodo di congedo di maternità spetta solo qualora risultino dovuti o versati, anche in settori diversi da quello domestico, 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti la data di inizio del congedo di maternità, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedo stesso.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro prevede che la lavoratrice non possa essere licenziata (salvo che per giusta causa) dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto di lavoro, e fino alla cessazione del periodo di astensione obbligatoria. Le dimissioni rassegnate dalla donna in tale periodo sono inefficaci se non comunicate in forma scritta. In caso di dimissioni volontarie, la lavoratrice non è tenuta al preavviso.

Cassa Colf eroga alle lavoratrici iscritte una indennità per i giorni di ricovero dvuti al parto e per  il successivo periodo di convalescenza, se conseguente a parto con intervento chirurgico.

Per ulteriori informazioni rivolgiti alla sede del Patronato INAS più vicina. Il servizio è completamente gratuito.