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Mobbing: consigli e suggerimenti orientativi

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Tag: Salute, Mobbing, Malattie professionali


04-02-2011

 Situazione psicofisica

Situazioni comportamentali

Vita di relazione

- Cerca degli alleati: spesso i colleghi si ritirano in disparte, per evitare che il mobbing possa estendersi anche a loro
- Non isolarti: coltiva le relazioni sociali, frequenta gli amici, rinsalda i rapporti familiari spesso impoveriti dal punto di vista affettivo, non vergognarti della situazione, non colpevolizzarti
- Non parlare incessantemente del problema: può stancare amici e familiari e quindi potresti trovarti ancora più solo
- Fate conoscere all’interno dell’azienda la vostra situazione: ciò potrebbe far sorgere tra gli altri dipendenti un movimento d’opinione a tuo favore
- Frequenta associazioni contro il mobbing e gruppi di auto-aiuto: rivolgiti unicamente a strutture che non hanno scopo di lucro

Possibili azioni legali

- Raccogli la documentazione delle vessazioni subite, poiché il mobbing rientra in reati perseguibili quali: abuso di potere, minacce, violenza privata, diffamazione, calunnia, lesioni personali, demansionamento, dequalificazioni, ecc.
- Su consiglio del Patronato INAS scegli un buon avvocato del lavoro: possibilmente che operi nella tua area, ma soprattutto che sia persona di tua fiducia
- Prediligi il procedimento civile (causa di lavoro, risarcimento per lesioni personali, ecc.) al procedimento penale
- Definisci con chiarezza subito gli obiettivi delle tue azioni giudiziali: riconoscimento del danno biologico o del demansionamento, reintegro nel posto di lavoro, patteggiamento, risarcimento dei danni, etc.
- Coinvolgi il minor numero di persone o enti: possibilmente solo l’azienda. Altrimenti eserciti di avvocati delle controparti ti si alleeranno contro
- Lasciando l’azienda, non firmare rinunce relative a qualsiasi diritto derivante dal rapporto di lavoro
- Denuncia il mobbing tramite fatti reali e documentati: consulta sempre un legale, evita che le denunce ti possano esporre a ritorsioni (possibili querele per diffamazione). Rivolgiti ai giornali, alle televisioni private, radio locali, associazioni di categoria, sindacati

Un ultimo consiglio

Abbi pazienza, ricorda che non sei solo, che tutto quello che ti sta accadendo avrà una via d’uscita. Ricorda inoltre che non esistono “bacchette magiche” per risolvere il tuo problema, rivolgiti con fiducia al patronato Inas e alle strutture sindacali della Cisl, certamente troverai chi si prenderà cura della tua situazione.