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Black Friday: niente sconti sulla salute dei lavoratori

24/11/2017

Oggi è il #BlackFriday e i lavoratori di #Amazon a Piacenza sono in sciopero per condizioni di lavoro che mettono a rischio la loro salute.
Sostenere i ritmi incalzanti dell’e-commerce non è facile: secondo le stime, dal centro di distribuzione di Amazon di Castel San Giovanni, nel piacentino, punto nevralgico per il colosso nel nostro Paese, partono, in media, 228 consegne al minuto, 13.600 all’ora, 328.700 al giorno.
Sono migliaia gli operai, i facchini, gli addetti al confezionamento, i corrieri, ma anche i responsabili di logistica, i tecnici, gli ingegneri e le figure specializzate in sicurezza e controllo di qualità che lavorano giorno e notte per raccogliere le merci in magazzino, impacchettare e consegnare i nostri acquisti online, con ritmi sempre crescenti che raggiugono l’apice negli ultimi quattro mesi dell’anno, in prossimità delle festività natalizie.
Orari e ritmi di lavoro prolungati, affaticamento provocato dalle operazioni di scarico e carico delle merci dagli scaffali, di smistamento dei prodotti sui nastri trasportatori e di confezionamento degli acquisti effettuati in rete, sono le condizioni in cui operano i lavoratori dei colossi delle spedizioni e dei trasporti di merci, sottoposti a rischi altissimi per la loro salute.
Le lunghe ore trascorse in piedi, i movimenti ripetuti delle braccia e dei polsi possono determinare patologie delle strutture osteoarticolari, muscolo tendinee e nervo vascolari, soprattutto a carico della colonna vertebrale (malattie degenerative del disco, ernia discale) degli arti superiori (malattie dei tendini, malattie da intrappolamento dei nervi) e degli arti inferiori (patologie degenerative del ginocchio).
I rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e la movimentazione di carichi pesanti, che obbligano a frequenti flessioni e rotazioni della colonna, influiscono sul carico discale comprimendo i dischi vertebrali.
A questi rischi si aggiungono quelli della permanenza “su strada”, per corrieri impegnati nella consegna dei prodotti su mezzi spesso obsoleti e non dotati di idonei strumenti di protezione e sedili ergonomici: le vibrazioni prodotte dai veicoli, le cattive condizioni del manto stradale, la postura seduta prolungata risultano, a lungo andare, risultano dannosi per collo e schiena ed espongono i lavoratori anche a patologie cardiovascolari e metaboliche (obesità), senza contare il rischio di incidenti stradali, anche mortali, e di infortuni durante le operazioni di salita e discesa dai veicoli.
Non meno trascurabili sono i rischi biologici e chimici, basti pensare alle sostanze inquinanti come lo smog ed i gas di scarico delle automobili che possono causare asma e disturbi respiratori più o meno gravi.
Ci sono poi i rischi psicosociali, come lo stress lavoro correlato: gli elevati ritmi di lavoro, lo svolgimento di mansioni ripetitive e monotone che richiedono un elevato grado di concentrazione e una scarsa possibilità decisionale e un sostegno sociale debole (un lavoro isolato che consente solo pochi contatti con i colleghi) sono determinanti per l’insorgenza di patologie psichiche e psicosomatiche, disturbi cardiocircolatori e a carico dell’apparato gastrointestinale e cefalee.
Tali situazioni contribuiscono ad aumentare l’assenteismo, a diminuire la qualità del lavoro e della capacità di completare i compiti assegnati e i tempi di consegna, oltre a causare difficoltà nelle relazioni interpersonali, demotivazione e aumento del rischio di incidenti e infortuni sul lavoro.

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