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Indebiti Inps: i patronati chiedono una rapida soluzione

04/01/2011

Da alcuni mesi numerosi pensionati residenti all’estero ricevono dall’Inps delle lettere nelle qualiviene chiesta la restituzione di somme di pensione non dovute.

In genere, si tratta di somme relative a prestazioni legate al reddito, che non sarebbero state erogate, se l’Inps avesse tempestivamente condotto le verifiche reddituali dei pensionati, anno per anno.

Nella fase attuale l’Inps, anche sotto la spinta dei patronati del Cepa (Acli, Inas-Cisl, Tnca-Cgil, Ital Uil), ha finalmente azzerato i tempi di verifica provvedendo annualmente agli accertamenti. Resta tuttavia il problema degli indebiti che si sono nel frattempo determinati.

I patronati del Cepa, anche in riferimento alla lettera da loro recentemente inviata al ministero del Lavoro, avente per oggetto gli indebiti previdenziali e alle critiche mosse dall’on.le Bucchino nel comunicato stampa del 22 novembre u.s., precisano che, lavorando tutti i giorni sul campo in difesa dei diritti dei connazionali all’estero, sono perfettamente consapevoli della gravità del problema.

È per questo che si sono da sempre battuti affinché l’Inps e il ministero del Lavoro risolvessero alla radice tutti quei problemi di natura tecnica e organizzativa che sono alla base della costituzione degli indebiti stessi come, ad esempio, la mancata prevista annualizzazione delle verifiche reddituali che, solo a partire da quest’anno, ha trovato applicazione.

I patronati del Cepa non sono contrari ad un’ipotesi di sanatoria che contribuisca a risolvere le tante difficoltà in cui versano molti dei pensionati residenti all’estero, ed è anche per tale motivo che, in questi giorni, sono al fianco dei sindacati dei pensionati nella loro azione di pressione nei confronti del mondo politico, consapevoli che l’attività di patrocinio consiste prioritariamente nel fornire assistenza e tutela a favore dei connazionali all’estero, senza pretendere di assumere funzioni di ordine politico-legislativo che istituzionalmente competono solo a chi ha un mandato espresso dagli elettori.

In una lettera recentemente inviata ai ministri del Lavoro e degli Esteri, nonché ai parlamentari eletti all’estero, i patronati del Cepa hanno voluto sollecitare le autorità competenti a fare tutto il possibile affinché la pubblica amministrazione adotti procedure virtuose che impediscano il generarsi dell’indebito e pongano rimedio ad una situazione che viene vissuta dai nostri pensionati all’estero come una vera e propria beffa.

I patronati del Cepa confidano, quindi, che il Governo ed il Parlamento trovino al più presto soluzioni idonee ed adeguate per risolvere in via definitiva il problema.

In attesa che questo si realizzi, i patronati del Cepa, nello spirito di concretezza che li ha sempre contraddistinti, continueranno a svolgere la loro attività sul campo giorno per giorno, e a ricercare tutte le soluzioni pratiche e tecniche che tutelino al meglio i lavoratori e i pensionati, nel quadro della legislazione attualmente vigente.

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Indebiti Inps: i patronati chiedono una rapida soluzione

22/12/2010

Da alcuni mesi numerosi pensionati residenti all’estero ricevono dall’Inps delle lettere nelle quali viene chiesta la restituzione di somme di pensione non dovute. In genere, si tratta di somme relative a prestazioni legate al reddito, che non sarebbero state erogate, se l’Inps avesse tempestivamente condotto le verifiche reddituali dei pensionati, anno per anno. Nella fase attuale l’Inps, anche sotto la spinta dei patronati del Cepa (Acli, Inas-Cisl, Tnca-Cgil, Ital Uil), ha finalmente azzerato i tempi di verifica provvedendo annualmente agli accertamenti. Resta tuttavia il problema degli indebiti che si sono nel frattempo determinati.
I patronati del Cepa, anche in riferimento alla lettera da loro recentemente inviata al ministero del Lavoro, avente per oggetto gli indebiti previdenziali e alle critiche mosse dall’on.le Bucchino nel comunicato stampa del 22 novembre u.s., precisano che, lavorando tutti i giorni sul campo in difesa dei diritti dei connazionali all’estero, sono perfettamente consapevoli della gravità del problema. È per questo che si sono da sempre battuti affinché l’Inps e il ministero del Lavoro risolvessero alla radice tutti quei problemi di natura tecnica e organizzativa che sono alla base della costituzione degli indebiti stessi come, ad esempio, la mancata prevista annualizzazione delle verifiche reddituali che, solo a partire da quest’anno, ha trovato applicazione.
I patronati del Cepa non sono contrari ad un’ipotesi di sanatoria che contribuisca a risolvere le tante difficoltà in cui versano molti dei pensionati residenti all’estero, ed è anche per tale motivo che, in questi giorni, sono al fianco dei sindacati dei pensionati nella loro azione di pressione nei confronti del mondo politico, consapevoli che l’attività di patrocinio consiste prioritariamente nel fornire assistenza e tutela a favore dei connazionali all’estero, senza pretendere di assumere funzioni di ordine politico-legislativo che istituzionalmente competono solo a chi ha un mandato espresso dagli elettori.
In una lettera recentemente inviata ai ministri del Lavoro e degli Esteri, nonché ai parlamentari eletti all’estero, i patronati del Cepa hanno voluto sollecitare le autorità competenti a fare tutto il possibile affinché la pubblica amministrazione adotti procedure virtuose che impediscano il generarsi dell’indebito e pongano rimedio ad una situazione che viene vissuta dai nostri pensionati all’estero come una vera e propria beffa.
I patronati del Cepa confidano, quindi, che il Governo ed il Parlamento trovino al più presto soluzioni idonee ed adeguate per risolvere in via definitiva il problema.
In attesa che questo si realizzi, i patronati del Cepa, nello spirito di concretezza che li ha sempre contraddistinti, continueranno a svolgere la loro attività sul campo giorno per giorno, e a ricercare tutte le soluzioni pratiche e tecniche che tutelino al meglio i lavoratori e i pensionati, nel quadro della legislazione attualmente vigente.

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