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Patronati perplessi su esclusione di stranieri dalla regolarizzazione

03/05/2010

Ammettere i lavoratori stranieri alla procedura di emersione dal lavoro irregolare, per non togliere alle famiglie italiane l’aiuto di colf e badanti, persone che svolgono compiti essenziali all’interno del nucleo familiare: è questa la richiesta di Cgil, Cisl, Uil e Acli che, insieme ai rispettivi patronati aderenti al Ce.Pa. (Inca, Inas, Ital, patronato Acli), chiedono al ministero dell’Interno di voler riconsiderare quanto previsto da una circolare del 17 marzo scorso, firmata dal Capo della Polizia Manganelli. 
Nonostante le persone per cui era stata disposta l’espulsione motivata per ingresso o per permanenza irregolare fossero state ammesse, per legge, alla procedura di emersione da lavoro irregolare dei lavoratori stranieri, avvenuta a settembre del 2009, la circolare vieta ora a questi soggetti di completare l’iter di regolarizzazione.
Il risultato è che gli stranieri colpevoli esclusivamente di essere illegalmente presenti nel nostro Paese vengono messi sullo stesso piano degli stranieri colpevoli di reati per motivi di ordine e sicurezza dello Stato o per furto, rapina, violenza sessuale, riduzione in schiavitù o altri di grave entità.
Il provvedimento restrittivo, dunque, desta non poche perplessità considerando che le crescenti e impellenti necessità familiari, cui il sistema di welfare non riesce a dare pronta risposta, hanno indotto molte famiglie ad occupare lavoratori stranieri non in regola con le norme sul soggiorno e quindi impossibilitati a lavorare nel pieno dei diritti e doveri previsti da una regolare assunzione, condizione tesa a tutelare entrambe le parti. La procedura di emersione dal lavoro nero, era stata disposta proprio tenendo conto di queste esigenze.
Per questo, oggi, Cgil, Cisl Uil e Acli, insieme ai rispettivi Patronati, richiedono con forza al Ministero dell’interno di rivedere la sua posizione al riguardo, per evitare una situazione che metterebbe in difficoltà sia le famiglie italiane, sia i lavoratori stranieri che hanno avuto la sfortuna di essere fermati dalle Forze dell’Ordine, e per questo sono esclusi dalla procedura di emersione, a differenza di chi, nelle stesse condizioni, non è stato mai fermato e pertanto potrà proseguire l’iter della regolarizzazione.

Ufficio Stampa INAS CISL
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