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Pezzotta:senza il patronato molti diritti non sarebbero effettivi

27/06/2005

“Uno strumento che rende il ruolo dell’Inas-Cisl (Istituto Nazionale di Assistenza Sociale), all’interno del nostro sistema di protezione, sempre più trasparente”: così il Segretario Generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha definito il bilancio sociale – il primo ad essere realizzato da un patronato – presentato questa mattina, a Roma.
“In questo modo – ha sottolineato Pezzotta – l’Inas-Cisl mette in campo un tentativo coraggioso e interessante di aprirsi verso i propri portatori di interessi. Ne emerge che, senza la tutela del patronato, molti diritti dei lavoratori non sarebbero effettivi. Una tutela che deve essere implementata anche a livello europeo, sulla base di elementi quali la sussidiarietà e la partecipazione di corpi intermedi come questo istituto”.

In effetti, il bilancio sociale dell’Inas ne fa emergere caratteristiche e istanze in maniera netta: “E’ la risposta per far cogliere al mondo esterno il senso del nostro lavoro”, ha spiegato in apertura il vicepresidente dell’Inas-Cisl, Gianfranco Patuanelli. Ciò che risulta subito evidente, come ha illustrato il moderatore Enzo Giase, vicepresidente dell’Istituto, è che “la nostra dimensione principale non è quella economica”. Lo dimostra il fatto che l’obiettivo di questo strumento – così come spiegato dal professor Gustavo De Santis della Fondazione Pastore – è il recupero di un rapporto trasparente, consapevole ed informato con utenti, istituzioni ed enti previdenziali che lavorano a contatto con il patronato.
“E’ un modo – ha confermato Giancarlo Panero, presidente dell’Inas – per mettersi in gioco. Non abbiamo paura di essere giudicati. Facendo chiarezza sul nostro lavoro ne dimostriamo la coerenza: vogliamo continuare a difendere i poveri, come quando abbiamo iniziato. Oggi c’è una nuova povertà, quella della non conoscenza dei diritti nel welfare plurale che si sta affermando. Per il bene comune dei cittadini il nostro ruolo deve integrarsi con quello della pubblica amministrazione e delle istituzioni. Talvolta, però, la distanza nel rapporto con questi interlocutori si fa sentire: è il caso della mancata attuazione dei decreti della legge di riforma dei patronati (legge 152/2001), che ci impedisce di dispiegare appieno le nostre potenzialità”.

Alla richiesta di una reale collaborazione con le istituzioni ha risposto l’onorevole Roberto Rosso, sottosegretario del ministero del Lavoro, che ha promesso un impegno concreto per la decretazione della legge entro l’estate, in modo da far affrontare con serenità all’Inas la sfida del “patronato nuovo”, fedele alle proprie radici solidaristiche, ma proiettato verso una tutela dei cittadini adeguata alle richieste del welfare di oggi.
Una visione confermata anche dal senatore Antonio Montagnino, della Commissione Lavoro del Senato, secondo il quale l’Inas affronta oggi sfide diverse da quelle del passato, ma riafferma il proprio “codice genetico” nel difendere i diritti delle persone, come intermediario, presso le Istituzioni.
Altri portatori di interessi nei confronti del patronato sono gli enti previdenziali, che attraverso i loro rappresentanti – questa mattina – hanno fornito riscontri positivi all’iniziativa dell’Inas.
Per Vittorio Crecco, direttore generale dell’Inps, il bilancio sociale mette in evidenza l’eticità del lavoro comune anche all’Istituto di previdenza e che sta al fondo di una partnership sempre più importante.
Secondo Maurizio Castro, direttore generale dell’Inail, il tratto “nitidamente etico dell’attività del patronato ha una declinazione ineludibile nella sussidiarietà, da attivarsi verso gli enti di previdenza che condividono con l’Inas l’attenzione per la persona”.
Persona che, secondo il direttore generale dell’Inpdap, Luigi Marchione, è l’elemento centrale del lavoro del patronato della Cisl, impegnato ad orientare i cittadini in una fase in cui l’incertezza predomina, nel mondo del lavoro.

Come era tra gli obiettivi del bilancio sociale, la presentazione di questo strumento ha già funzionato, dunque, da motore del confronto tra l’attività dell’Inas ed i soggetti con cui il patronato collabora quotidianamente per assistere e tutelare i cittadini, puntando ad alzare costantemente il livello di qualità di questi servizi.

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