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Mobbing: identikit delle vittime

21/01/2011

Il mobbing è rosa: sono le donne secondo l’Istat, infatti, ad essere le più colpite da continue vessazioni e demansionamenti. 

Per quel che riguarda invece la posizione nella gerarchia aziendale, a fare le spese di tali abusi sono soprattutto gli impiegati (55,9%) e gli operai (30%).  Industria e servizi si dividono equamente la metà dei lavoratori coinvolti, rispettivamente con il 26,6% ed il 22,2% delle persone vittime di mobbing.

Parlando di vittime, bisogna anche dire chi sono i responsabili. Secondo una indagine Istat, si tratta soprattutto dei superiori, che effettuano queste violenze psicologiche sui lavoratori, almeno per l’84,4% dei casi. Significativa tuttavia anche la percentuale dei colleghi, autori di vessazioni e altri tipi di umiliazioni nei confronti di altri lavoratori: si tratta del 31,5%.

Nel 91% dei casi, gli atti di mobbing si compiono nella comunicazione tra colleghi, sottoposti o superiori. 

Per il 79,9% delle persone intervistate il mobbing si materializza in critiche immotivate o nel ruolo di “capro espiatorio” per qualsiasi problema o errore. Un altro frequente comportamento vessatorio riguarda le scenate o le sfuriate da parte di colleghi o superiori, per il 62,7% dei casi.

Ad  essere colpite sono anche la qualità della situazione professionale (63,9%), l’immagine sociale all’interno del luogo di lavoro (64,1%) e le stesse relazioni sociali (50,4%). 

Spesso il mobbing si manifesta per tempi lunghissimi: la durata dei comportamenti vessatori è stata superiore ai 3 anni per il 29% dei lavoratori, mentre varia da 1 anno a 3 anni per una percentuale totale del 19,6%.

L’Inas, attraverso lo “sportello mobbing” combatte questo fenomeno che, purtroppo, è sempre in crescita ed è favorito da un vuoto normativo da colmare a livello nazionale. Stando ai numeri di questa ricerca, ancora troppe persone non ne parlano al lavoro (31,3%) e la quasi totalità dei mobbizzati non ha chiesto aiuto a nessuno per uscire da questo inferno, che incide sulla salute psicologica della persona e sul suo modo di lavorare.

Proprio l’Istat però mostra che una via d’uscita è possibile: il 72% dei lavoratori che hanno intentato una causa contro chi ha praticato mobbing, l’ha poi vinta. 

Il patronato invita quindi tutti i lavoratori che soffrono per questo problema  a rivolgersi alle sedi territoriali Inas o allo “sportello mobbing” per una consulenza gratuita. 


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